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CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

Gruppo Consigliare Union Autonomista Ladina

  Trento, 21 gennaio 2015

Al Presidente del Consiglio Provinciale

Bruno DORIGATTI

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA

(Articolo 155 del regolamento interno)

Interrogo la Giunta provinciale per conoscere

  

La delibera n. 2013 del 24 Novembre 2014 approva gli “Atti di indirizzo e coordinamento: finanziamento delle attività socio- assistenziali di livello locale, criteri e modalità d’esercizio delle funzioni socio-assistenziali per l’anno 2014” e prevede, fra diverse prestazioni, i servizi di mediazione familiare, da svolgersi nel limite minimo delle ore autorizzate, determinate per il Comun General de Fascia, in 12 ore mensili (3 ore alla settimana). Risulta peraltro dai fatti, che questo servizio, sempre più importante e prezioso in una società dove la precarietà e la fragilità delle relazioni comporta gravi ricadute sociali ed economiche, non venga erogato in Val di Fassa. Caso unico in Trentino, per poter usufruire del servizio di mediazione familiare, ci si deve rivolgere ad un’altra Comunità, costringendo i residenti a sobbarcarsi trasferte che, nel caso di alcune località del comune di Canazei, possono raggiungere, e a volte superare, i 50 chilometri per la sola andata. Ciò, evidentemente, rende difficile e spesso impossibile per i residenti in Val di Fassa fruire di tale servizio. La cosa è tanto più grave se si pensa che tale disservizio risulta indicato nella cartellonistica informativa dell’Azienda Sanitaria, affissa in moltissime bacheche di ospedali e presidi socio-sanitari della provincia. Chiedo pertanto all’assessore di riferimento, considerato che sono gli atti d’indirizzo definiti dalla Giunta a dettare parametri e budget per servizi da attivare nelle Comunità di riferimento territoriale, in che modo si giustificano le 12 ore mensili previste dalle Linee d’indirizzo 2014 per lo sportello di mediazione familiare in Val di Fassa e realizzate invece in Val di Fiemme.

 

Cons. Giuseppe Detomas

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LA RISPOSTA: l’assessora Borgonovo Re ha segnalato che nel marzo 2010 era stata stipulata una convenzione tra gli allora comprensori della val di Fiemme e della val di Fassa per assicurare che il servizio di mediazione familiare sarebbe stato offerto dal primo alla seconda. Oggi le due comunità stanno cercando nuove modalità di erogazione del servizio inserendo all’interno delle strutture del Comun General de Fascia il servizio di mediazione familiare, alla luce della crescente necessità delle persone di accedervi. La Provincia confida che questo porti alle conclusioni che Detomas si augura.

 

DETOMAS si è dichiarato soddisfatto sottolineando che gli operatori dovrebbero garantire questo servizio laddove può effettivamente essere fruito vista la sua fondamentale importanza per le famiglie anche delle “periferie”.