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Non banalizziamo la parola accoglienza

Eh già, la Val di Fassa è in mano alla Lega. Alle sue idee fondate sull’ intolleranza, ai suoi allarmismi, alle sue superficialità di vedute su temi di importanza mondiale. Lo si evince leggendo il comunicato del Segretario dell’ Associazione Fassa nonché vice sindaco del Comune di Canazei Luca Guglielmi a proposito della questione profughi discussa ieri dall’ Assessore alla Sanita e tematiche sociali Luca Zeni e i presidenti delle Comunità di Valle del Trentino.

Ospitare profughi e rifugiati politici in vallate come la Val di Fassa è un tema di alta problematicità politica e organizzativa che rischiano di inficiarne il forte richiamo turistico. Questo è indiscutibile. Ma banalizzare il tema e allarmare un’ intera valle interpretando la parola “accoglienza” relegandola ad una mera operazione di natura turistico-economica è di grande superficialità. Il vero significato della parola “accoglienza” ha radici cristiane e religiose in genere, prima che turistiche. Ha un significato di apertura non solo all’ ospitalità vacanziera ma anche mentale. “Accogliere” vuol dire mettersi in gioco anche in un momento di difficoltà per approfondire certe tematiche che troppo spesso vengono trascurate.

Si ricorda che il Trentino-Alto Adige sta ospitando solamente l’ 1 % dei profughi attualmente presenti in Italia e da sempre è riconosciuto come territorio ad altissima solidarietà che ne rafforza l’ autonomia stessa. Ma è inevitabile chiederci se stiamo facendo piu’ di quel poco che l’ Europa dimostra di fare.

Se si vuole rendere la Val di Fassa territorio “piu’ autonomo”, obiettivo principale dell’ Associazione Fassa per il futuro, si chiedano il Segretario politico Luca Guglielmi e il proprio Presidente nella figura della Procuradora Elena Testor quali potrebbero essere le soluzioni a temi di così grande gravità e problematicità. Magari portando la Val di Fassa ad essere una valle virtuosa e laboratorio di idee che suggerisca soluzioni anche ad altri territori che dispongono di strutture alberghiere e extralberghiere chiuse da anni e totalmente inutilizzate. Per dimostrare che la Val di Fassa offre, in termini di idee e sensibilità, effettivamente qualcosa in più rispetto agli altri territori provinciali.

Perché può essere vero che il turista presente “non vuole trovare in vacanza i problemi che attanagliano la sua quotidianità” e “dobbiamo offrire relax e atmosfera” come sostiene Guglielmi, ma è altrettanto vero che il livello di discussione di determinate problematiche corrisponde al livello di civiltà del nostro vivere.

MANUEL FARINA

Segretario politico – UNIONE AUTONOMISTA LADINA