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Union Autonomista Ladina

Trento, 5 dicembre 2014

Disegni di legge
n. 51 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2015 e pluriennale
2015-2017 della Provincia autonoma di Trento (legge finanziaria 2015)” e
n. 52 “Bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento
per l’esercizio finanziario 2015 e bilancio pluriennale 2015-2017″

Proposta di ordine del giorno: n. 2

La ricerca sociale come strategia di risparmio.

Nel 2006 è stata approvata la L.P. n. 3 del 2006 “Norme in materia di governo dell’autonomia del
Trentino”, cui ha fatto seguito la ridefinizione dell’assetto degli enti locali con il passaggio dai
comprensori alle comunità.
Nel 2010 si passa dai Comprensori alle Comunità di Valle. Tra le competenze assegnate a
tali enti rileva la materia socio-assistenziale. La delega della PAT per la gestione delle attività
socio-assistenziali ha acquisito forme di responsabilità diretta, e il budget per le spese dei servizi
socio-assistenziali dei territori imputato sull’anno 2010, viene posto come riferimento “storico” che
nasce dalla capacità dei diversi comprensori di avocare finanziamenti provinciali in relazione al
numero di servizi o progetti attivati sul proprio territorio. Un merito che nasce da una felice
combinazione di competenze tecniche e di capacità politiche. Probabilmente, la categoria di
giudizio legata al merito non viene considerata quando si pesano i bilanci ma di fatto, in forza delle
mutate responsabilità tecniche e politiche dei servizi socio-assistenziali nelle comunità di Valle,
vengono premiati o penalizzati senza appello territori che si ritrovano, nell’un caso, favoriti senza
virtù, nell’altro, limitati senza alcuna possibilità di affrancarsi da budget inadeguati.
Va superato, pertanto, l’attuale modello distributivo basato su trasferimenti ingessati in un
pregresso cieco a trasformazioni e capovolgimenti sociali.

CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
_______
Gruppo Consiliare
Il cambiamento come elemento sociologico e la velocità che caratterizza le trasformazioni sociali
deve essere oggetto di ricerca, analisi, riprogettazione e valutazione. Oggi come mai si impone un
cambio di paradigma, il Bisogno non può più essere l’unico focus nella progettazione degli
interventi socio-assistenziali. Non si può più prescindere da un’analisi congiunta degli elementi che
concorrono a definire il terreno del welfare, i Bisogni e le Risorse. Serve un welfare che sia in
grado di rigenerare le risorse disponibili, responsabilizzando le persone che ricevono aiuto, al fine
di aumentare il rendimento degli interventi delle politiche sociali a beneficio dell’intera collettività.
Si impone una strategia centrata sulla Conoscenza, che deve basarsi sull’acquisizione di
informazioni relative a bisogni, risorse, stato dei servizi, ma più di tutto sul risultato dell’analisi dei
diversi processi in atto nelle comunità, processi che si muovono secondo dinamiche trasversali,
auto-etero indotte, in continua interrelazione con la rapidità delle trasformazioni, che investono la
società nel suo insieme. Questo tipo di analisi non può che essere condotta in termini rigorosi,
scientifici, multidisciplinari, ma anche attraverso metodologie di ricerca – azione in grado di
focalizzare criticità, punti di forza e prospettive, attivando i vari soggetti coinvolti: istituzioni, mondo
del terzo settore e del volontariato, imprese e privati cittadini.
L’investimento nella ricerca sociale è il miglior risparmio. Ma non solo. Attraverso il
riconoscimento e la valorizzazione delle risorse collettive presenti sul territorio si investe nella
crescita, in numero e qualità, di servizi e competenze capaci di legare il pubblico e il privato/terzo
settore e nello sviluppo consapevole del senso di appartenenza, nonché del desiderio di
partecipazione nella costruzione dei beni comuni.
Visto il Capo IV concernente “Disposizioni in materia di salute, di politiche sociali e di famiglia” del
ddl n. 51/XV

Tutto ciò premesso

il Consiglio della Provincia autonoma di Trento
impegna la Giunta provinciale

1) a definire il budget annuale destinato ai servizi socio-assistenziali delle comunità di Valle
attraverso un’analisi preventiva dei bisogni e delle risorse presenti sui territori, condotta
secondo criteri improntati a rigore valutativo in grado di evidenziare criticità, punti di forza e
obiettivi in una prospettiva di medio-lungo termine anche attraverso il coinvolgimento attivo
dei soggetti pubblici e privati interessati, ivi compresi il terzo settore, il volontariato, imprese
e privati cittadini.

- cons. Giuseppe Detomas -