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Passi dolomitici

Mozione n. 27

Riorganizzazione e limitazione del traffico sui passi dolomitici approvata dal Consiglio della Provincia autonoma di Trento nella seduta del 28 maggio 2014.

Sicurezza e sviluppo sostenibile sono tra i fattori da sempre al centro delle strategie turistiche della Provincia Autonoma Trentina in particolar modo nei confronti del nostro attrattore più importante e competitivo: la montagna. Lo sviluppo sostenibile della montagna è spesso stretto tra la necessità di preservare un ambiente fragile e unico e quella altrettanto importante di mantenere opportunità economiche che ne garantiscano la vivibilità e la propulsività. Di qui il concetto di turismo sostenibile definito durante la Conferenza Mondiale sul Turismo Sostenibile svoltasi a Lanzarote in Spagna nel 1995, dove si specifica come lo sviluppo del turismo sostenibile debba essere ecologicamente sostenibile nel lungo periodo, economicamente conveniente, eticamente e socialmente equo nei riguardi delle comunità locali.

L’Organizzazione Mondiale per il Turismo, a seguito della Carta di Lanzarote, definisce sinteticamente ed efficacemente il turismo sostenibile come “uno sviluppo turistico sostenibile che soddisfa le esigenze attuali dei turisti e delle regioni di accoglienza, tutelando nel contempo e migliorando le prospettive per il futuro. Esso deve integrare la gestione di tutte le risorse in modo tale che le esigenze economiche, sociali ed estetiche possano essere soddisfatte, mantenendo allo stesso tempo l’integrità culturale, i processi ecologici essenziali, la diversità biologica e i sistemi viventi”.

Questa idea di turismo appartiene al Trentino che ne riconosce e valorizza le dimensioni etiche ma che affianca con rigore una preoccupazione attenta e professionale alla sicurezza. Sicurezza che viene tutelata con i mezzi e le regole, con l’associazionismo alpino e con i servizi di tutela e di soccorso, con la capacità e l’impegno del volontariato e con la struttura e la presenza del pubblico. Il sistema montagna è monitorato e manutentato, per chi lo vive quotidianamente e per chi sceglie di apprezzarlo per una gita o una vacanza.

Le strade che percorrono i nostri passi dolomitici diventano pertanto i vettori di collegamento tra una valle alpina e un’altra. Si scavalcano le montagne, con diversi mezzi di locomozione, che troppo spesso fanno della velocità e del rumore elementi di sgradevole riconoscibilità. Appena la stagione permette l’utilizzo dei passi, centinaia di motociclisti in sella a rombanti mezzi di alta cilindrata individuano nelle serpentine definite per consentire la percorribilità attraverso le Dolomiti, un sorta di pista di alta velocità. L’intendimento evidenziato proprio dall’alta velocità non sembra essere esattamente quello turistico, bensì quello di provare l’ebrezza di un allettante percorso da compiere in gruppo per gustarsi il brivido di una guida capace di gestire il rischio imposto dal tracciato. Queste performance mettono in pericolo chiunque a diverso titolo e mezzo si trovi ad incrociare il passaggio dei motociclisti, ed in particolar modo i ciclisti che gradirebbero sicuramente lasciare sull’asfalto dei passi esclusivamente il sudore di un’impresa.

L’impatto risulta decisamente negativo sul delicato ecosistema alpino in quanto l’importante transito di veicoli a motore, le indubbie elaborazioni realizzate frequentemente dai motociclisti sui loro motori per aumentare rombo e velocità definiscono non solo un deciso sforamento dei limiti di decibel, ma anche dei livelli d’inquinamento presenti nell’aria, nel terreno e conseguenti falde acquifere, per non parlare dei danni alla diversificata fauna presente nei tratti attraversati dalle “piste”.

Senza scomodare le pur sensate analisi dello slow tourism, l’attenzione e il rispetto che il Trentino ha sempre avuto per il territorio impone una precisa riflessione sulle modalità di percorrenza dei passi dolomitici e in particolare in relazione ai limiti di velocità che permettano innanzitutto di tutelare la sicurezza di chi le utilizza. Ma non solo. Le Dolomiti sono simbolo del Trentino, un ambiente alpino che ha meritato l’importantissimo riconoscimento dell’Unesco.

L’iscrizione nella Lista del Patrimonio dell’Umanità costituisce “garanzia per la conservazione dell’integrità delle Dolomiti” ed è competenza e dovere del soggetto pubblico la tutela ambientale e d’immagine di un simile patrimonio, anche attraverso la capacità di limitare la velocità dei mezzi che attraversano i passi dolomitici. Questa limitazione permetterà comunque il transito inducendo altresì comportamenti più attenti e rispettosi.

A rinforzo di questa analisi e in considerazione del fatto che le strade che attraversano i passi dolomitici sono di competenza di tre province diverse (Trento, Bolzano e Belluno), diventa importante conoscere come la Provincia autonoma di Bolzano in data 07/08/06 sia intervenuta con un’ordinanza dell’Assessore ai lavori pubblici, scuole e cultura ladina Florian Mussner che prevede l’imposizione di limiti di velocità tra i 50 e i 60 all’ora sulla Strada statale di Val Gardena e del Passo Sella sulla Strada statale del Passo Gardena e sulla Strada statale del Passo di Val Badia. Le motivazioni sono legate all’importanza fondamentale di proteggere l’ecosistema in coerenza con l’approccio di tutela ambientale che vede unite le due Province autonome.

Tutto ciò premesso IL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO impegna la Giunta provinciale

  1. a ridurre, per motivi di sicurezza e di tutela ambientale, il limite di velocità a 60 km/h nei tratti dei passi dolomitici di competenza della Provincia di Trento;
  2. ad individuare strategie efficaci di controllo per il rispetto del codice della strada in merito alle frequenti elaborazioni dei motori di tutti i motocicli, responsabili accanto all’eccessiva velocità, del superamento del limite dei decibel;
  3. a coordinarsi con la confinante provincia autonoma di Bolzano e la regione Veneto per concertare e condividere le sopraindicate ipotesi di riorganizzazione e limitazione del traffico sui passi dolomitici, anche in relazione all’organizzazione di manifestazioni sportive.

Il Presidente
- Bruno Gino Dorigatti -